E poiché i canti sacri contribuivano a fortificare il sentimento spirituale, la musica, ai tempi della Riforma, ebbe un ruolo che oltrepassò quello di semplice intrattenimento. Questa simbiosi, tra musica e spiritualità, è ancora oggi parte integrante della storia e dell’identità culturale della Sassonia.

Johann Sebastian Bach portò la musica sacra protestante al suo apice. Il maestro della musica barocca era un convinto sostenitore di Lutero e lesse con passione le sue opere poetiche, per le quali compose numerose melodie nelle opere corali e per organo. A Lipsia, dove fu maestro del Thomanerchor per 27 anni, Bach visse dal 1723 al 1750 (anno della morte) e in questi anni compose la maggior parte delle opere per le quali è conosciuto.

Chi desidera ripercorrere le orme di Bach a Lipsia, segnaliamo anzitutto il “Bachmuseum” e la Chiesa di San Tommaso (Thomaskirche). Suggeriamo anche una visita al Museo Grassi, in particolare alla sezione dedicata agli strumenti musicali, che raccoglie un ricchissimo repertorio di testimonianze barocche.

L’opera di Bach fu valorizzata in una nuova prospettiva nel corso del 1800. Protagonista di questa rivisitazione è un altro musicista che visse e lavorò a Lipsia e si lasciò ispirare dalle opere di Bach: Felix Mendelsshon Bartholdy. Nel corso dell’adolescenza Mendelsshon si convertì al luteranesimo e manifestò la sua intima religiosità in numerose composizioni. La casa dove visse negli ultimi anni e dove scrisse l’oratorio “Elia” è oggi uno dei centri culturali di Lipsia e una viva testimonianza della sua vita e delle sue opere.

 

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Itinerari Sassonia paese della musica (3 giorni)